Inaugurazione della mostra
Arcipelago Lana
Istantanee di una comunità
Biblioteca Pubblica di Lana, Piazza Hofmann 2
giovedì, 28 gennaio 2010 alle ore 20.30
Durata della mostra: 28 gennaio - 20 febbraio 2010

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Prosegue con sorprendenti risultati “Arcipelago Memoria”, il progetto varato da La Fabbrica del Tempo per focalizzare l’attenzione sullo sviluppo di alcune comunità dell’Alto Adige, con particolare riferimento ai centri minori. La denominazione “arcipelago” è stata scelta proprio per rendere l’idea che le diverse comunità restano legate tra loro dall’appartenenza ad un più ampio “arcipelago” di memorie.
La Fabbrica del Tempo ha scelto di iniziare la ricerca partendo da due centri che, per le rispettive caratteristiche demografiche e geografiche, rappresentano situazione differenti. Da una parte la realtà di Lana con le sue due principali comunità linguistiche, quella italiana e quella di maggioranza tedesca; dall’altra quella di Vadena, dove il rapporto è rovesciato. È stata proprio questa peculiarità per certi versi “speculare” ad incuriosire i ricercatori e ad invogliarli ad indagare capillarmente gli aspetti culturali, sociali, politici delle due realtà. Sia in un caso che nell’altro, peraltro, la storia delle diverse comunità linguistiche si intreccia nel tempo, sempre e continuamente. A Lana il progetto indaga lo specifico della comunità di lingua italiana e dei suoi legami con l’intero paese; a Vadena, comune di dimensioni più ridotte, viene indagata la realtà dell’intero territorio.
Nel solco dell’impegno che La Fabbrica del Tempo porta avanti da ormai quasi quindici anni – e che l’ha portata a riscoprire numerose storie ignote o pochissimo note del territorio altoatesino – il progetto “Arcipelago Memoria” rappresenta una prosecuzione dell’indagine “dal basso”, con metodologie che raccontano la “Storia” rifacendosi anche alle storie quotidiane della popolazione residente in Alto Adige.
Sia nell’uno, sia nell’altro comune sono stati individuati team di referenti delegati a gestire i contatti con la popolazione, ad individuare le tematiche salienti all’interno dei due ambiti e a raccogliere il materiale legato a queste tematiche. I referenti hanno dato prova, sotto la supervisione dell’archivista Giovanni Caliò, di saper mettere a frutto, con entusiasmo e spirito partecipativo, la metodica che prevede, sulla base dell’ individuazione dei “punti nodali” dei luoghi e di indicazioni emerse dal territorio, una raccolta di materiale fotografico e documentario e di testimonianze orali destinata ad un’ulteriore fase di scrematura e a ricerche e pubblicazioni.
Il lavoro svolto ha già permesso l’archiviazione di una consistente quantità di materiale. L’appello alla popolazione dei due Comuni a farsi parte attiva nella riscoperta della propria memoria e identità è stato pienamente raccolto.
Le diverse serate di aggiornamento sull’attività svolta – con presentazione di filmati, foto e interviste – hanno avuto un vasto riscontro di pubblico. Un pubblico capace di riconoscersi nelle immagini filmate, che hanno fissato indelebilmente, tanto nella memoria quanto su celluloide e nel web, racconti, volti, voci: dunque intere tranche di memoria. Ciò che emerge dalle testimonianze e dalle immagini raccolte è un tracciato storico che permette di decifrare mondi e orizzonti affascinanti di un Alto Adige/Südtirol diverso e articolato.
Attività svolte con il sostegno di: |
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