Ippodromi a Maia

La Fabbrica del Tempo 2012

È lunga più di 120 anni la storia delle corse di cavalli a Merano. Una storia che inizia con la prima corsa disputata il 7 aprile 1896 sui terreni del Grand Hotel Meranerhof e che si lega alle strutture che le corse hanno ospitato e agevolato: il primo impianto ippico realizzato nel 1900 su alcuni terreni espropriati a Maia Bassa e l'ippodromo che è giunto fino a noi, costruito sempre a Maia Bassa nel 1935 dall'architetto Paolo Vietti Violi, progettista di strutture ippiche che, al pari di quella di Merano, sono ancor oggi operative, come quella di San Siro a Milano o delle Capannelle a Roma. La storia delle competizioni ippiche a Merano è complessa, sfaccettata, ricca di colpi di scena. Si snoda nel tempo attraversando la fine di un impero, due guerre mondiali, una dittatura e negli ultimi decenni una lunga e articolata sequenza di traversie e di mutamenti di gestione, politici, strutturali, culturali, sociali, economici. È una storia che vede il coinvolgimento di migliaia di persone, unite, in un arco temporale lungo ben oltre un secolo, da una grande passione, quella per i cavalli e per l'emozione di vederli correre e gareggiare inseguendo la vittoria – e di vincere con loro. Storia che si presta ad essere indagata anche nei suoi aspetti mondani: la Merano degli Asburgo e della Belle Époque, degli eserciti e delle uniformi, delle corse di auto e della Lotteria, delle scommesse e dei cavalli dai nomi altisonanti, oggi del wellness e di un turismo ancora d'élite. Una città attraversata comunque sempre, dall'Ottocento ad oggi, dal filo rosso della passione per i cavalli; segnata dai benefìci, ma anche dai contrasti legati alla struttura e alle controverse vicende che hanno interessato l'ippodromo di via Palade.
“L'aria del Paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo” recita un proverbio arabo. Deve essere vero, dato l'interesse forte e trasversale suscitato dall'iniziativa “Il cuore oltre l’ostacolo. Ippodromi a Maia – Hindernisse überwinden. Maiser Pferderennbahnen”, realizzata e promossa dall'associazione La Fabbrica del Tempo nel corso del 2012 e dedicata appunto alla storia dell’Ippodromo di Merano. Seguendo una metodologia già ben collaudata, il sodalizio ha applicato un approccio “laterale” verso la storia: l’evento storico è stato analizzato partendo dalla memoria, raccolta in presa diretta o estrapolata da documenti e testimonianze scritte, delle persone o gruppi di esse che furono protagoniste di quel periodo o evento alla “comunità” degli appassionati dell'ippica. Il tutto prendendo le mosse da una prospettiva inedita, che si è rifatta in questa occasione anche alla cartellonistica, ai manifesti realizzati da validi grafici e noti artisti, tra cui Franz Lenhart, stampati e diffusi per pubblicizzare l’impianto, le corse più importanti (Gran Premio in primis) e gli eventi sportivi, sociali, politici, benefici e di altro tipo che lo videro protagonista. La Fabbrica del Tempo ha sondato gli aspetti più peculiari della questione, ripercorrendo le vicende dell’ippodromo e lo spirito che aleggiò in quel di Maia in occasione dei vari Gran Premi, di cui i manifesti furono in molti casi le cartine di tornasole. In parallelo si è voluto a far rivivere le storie di chi frequentò l'ippodromo, abitualmente o saltuariamente, ad esempio per scommettere alte cifre o per provare una sola volta il brivido del rischio, per non mancare all'evento mondano per antonomasia di Merano o per trascorrere ore liete rilassandosi nel grande polmone verde di Maia.