Le lettere aperte 1939-43: l'Alto Adige delle Opzioni

La Fabbrica del Tempo 2006

Il 2006 ha segnato per la Fabbrica del Tempo una tappa significativa sotto il profilo della produzione storiografica. L’associazione ha dato infatti alle stampe un libro in due tomi dedicato alle Opzioni, il dramma collettivo che – ricompreso tra il 1939 e il 1943 – ha marcato in maniera indelebile la storia dell’Alto Adige.

A seguito degli accordi intercorsi tra la Germania nazista e l’Italia fascista, moltissime persone di madrelingua tedesca e ladina residenti nella provincia di Bolzano, ma anche in alcuni comuni del Trentino o nella friulana Val Canale, furono all’epoca costrette, insieme alle rispettive famiglie, a scegliere tra restare in Alto Adige oppure – come fortemente “consigliava” la propaganda nazista del tempo – “optare” per il trasferimento nel Reich hitleriano. La complessa realtà degli accadimenti che si susseguirono in quegli anni è stata affrontata nel libro cercando di restituire oltre ai fatti anche le sensazioni e le percezioni di coloro che furono direttamente o indirettamente protagonisti della “Auswanderung”. Raccontare la Storia attraverso le piccole storie delle persone, con le proprie esperienze ed i propri sentimenti, che quelle vicende hanno vissuto e spesso subito in prima persona: il modus operandi dell’associazione culturale La Fabbrica del Tempo è stato applicato anche a questa una tematica.

Il libro, dal titolo Le lettere aperte. 1939-1943: l’Alto Adige delle Opzioni, è il frutto di tre anni di lavoro passati a raccogliere, selezionare e catalogare, seguendo in ogni caso una metodica di forte rispetto ed attenzione verso il materiale.

Un’amplissima antologia di lettere scritte nel periodo delle Opzioni da uomini, donne, cittadini e contadini, commercianti e bottegai, funzionari, oppositori, informatori, optanti e non optanti, insomma da un campione molto variegato di umanità che vennero all’epoca “revisionate” da speciali uffici non facenti capo all’ambito della Censura, ma al Ministero dell’Interno, allo scopo di individuare, secondo una metodica tipica delle dittature, il cosiddetto “spirito pubblico” e poterne poi informare i vertici del Ministero stesso e le prefetture. Ne risulta un quadro ampio, colorato e per forza di cose a volte confuso o contraddittorio, sempre e comunque autentico, degli umori, dei dubbi, delle piccole gioie e dei dolori, in una parola della quotidianità legata ad un periodo storico in cui moltissimi scelsero di migrare, alcuni – i cosiddetti "Dableiber" – di restare invece dov’erano. Sotto il regime fascista non solo le lettere dei militari ma anche quelle dei civili venivano “verificate” (ovvero lette, trascritte e poi consegnate) per sondare gli umori della popolazione.

Di fatto quello che ci resta oggi, e che La Fabbrica del Tempo ha voluto riproporre, è un’enorme mole di corrispondenza che si rivela testimonianza forte e duratura di come i singoli vivessero le emozioni, le lacerazioni, i dubbi e le incertezze che la necessità di una simile tremenda scelta aveva suscitato negli animi, nelle famiglie, negli uffici e nei campi, nelle Stuben, tra i genitori, i nonni, i bambini, gli amici e i conoscenti.

Sottolineiamo che l’antologia riveste un’importanza particolare in quanto la grandissima parte delle lettere citate, pur di fatto liberamente accessibili presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, è rimasta inedita fino all’uscita del testo.


Dal 2006 in poi, nel corso del 2007 e quindi del 2008, il volume è stato presentato oltre che a Bolzano (Teatro Cristallo) e Merano (Centro della Cultura) anche in molte altre realtà decentrate della provincia: nei comuni di Egna (Sala UDAE) e Bressanone (Accademia Cusanus), a Vadena, Dobbiaco, Ortisei, Brunico e infine Appiano. Sono stati le associazioni o i centri culturali delle zone citate a chiedere di poter comunicare al pubblico locale il forte impatto dato dalla lettura delle Lettere aperte. E ovunque l’opera, con il suo vasto contenuto di emozioni oltre che di informazioni, è stata accolta con grande attenzione e partecipazione. Perché la presentazione è stata fatta sotto forma di autentico “reading”: ai protagonisti – oggi in massima parte scomparsi – di quelle storie è stato ritenuto di dar realmente… voce attraverso la lettura dei relativi scritti da parte di tre attori professionisti, che hanno alternato la lingua italiana – nella quale la maggior parte delle lettere sono state tradotte – ad alcuni brani in tedesco. Gli attori Monica Trettel, Maria Pia Zanetti e Rainer Reibenbacher hanno contribuito con la loro bravura a rendere le presentazioni particolarmente toccanti e apprezzate dal pubblico.

Venendo allo specifico dell’opera, essa si articola in due tomi ed è contestualizzata da alcuni saggi. Partendo da una premessa elaborata dai responsabili del lavoro, Christoph von Hartungen, Fabrizio Miori e Tiziano Rosani, il volume passa a trattare per primo il tema L’Europa degli spostamenti forzati di popolazione (1912-1956) in un capitolo curato dallo storico torinese Niccolò Pianciola. Segue un testo di Gustavo Corni, docente presso l’Università degli Studi di Trento, incentrato sugli Spostamenti di popolazioni e politiche del grande spazio. Un testo dello storico Christoph von Hartungen approfondisce la tematica relativa a Fascismo in Alto Adige e Opzioni. Di seguito il capitolo di Fabrizio Miori denominato Occhi e orecchie del regime: controllo della corrispondenza e informatori nell’Alto Adige delle Opzioni approfondisce le dinamiche della revisione delle lettere e dell’iter del relativo controllo all’epoca delle Opzioni. Nella parte del volume intitolata La guerra delle voci, il giornalista Giovanni Perez si occupa di sviscerare in che modo le notizie diffuse dalla propaganda influenzassero la stesura delle lettere. In chiusura un intervento del Presidente de La Fabbrica del Tempo, Tiziano Rosani, riporta alcune considerazioni sulla conoscenza delle Opzioni nelle lettere scritte da italiani.
La parte più significativa e pregnante dell’antologia resta ovviamente la pubblicazione delle lettere, che sono state suddivise in sei capitoli strutturati in ordine cronologico, ognuno preceduto da un’introduzione realizzata dal Professor Christoph von Hartungen. Il tutto forma uno spaccato complesso ma toccante di quella sorta di “dramma collettivo” che le Opzioni rappresentarono per l’Alto Adige/Südtirol.

Le tante voci che da quelle pagine risuonano, forniscono un panorama assolutamente variegato della situazione, nella convinzione – da sempre propria della Fabbrica del Tempo – che in una “Storia” che è sempre e comunque fatta di “storie”, di parole e liti, di ansie, di paura e sudore come anche perfino di ironia e di allegria, si deve far luce anche sugli aspetti meno noti e meno ovvi. Insomma: è una storia nella quale, accanto al Bianco e al Nero, trova posto anche il Grigio, in tutte le sue molteplici sfumature.

Il Corriere della Sera ha anche pubblicato un articolo relativo a questa pubblicazione: Raccolte per la prima volta le lettere degli abitanti dell'Alto Adige dal '39 al '43 - Il dramma dei sudtirolesi che optarono per Hitler (“Abbandonare la casa, la terra e la patria per mantenere la propria identità e continuare a parlare la lingua degli avi. Oppure restare, ma cambiare tutto e forse, alla fine, dover comunque lasciare ogni cosa per trasferirsi in un' altra parte d' Italia o addirittura in Africa. Il dramma degli abitanti del Sud Tirolo/Alto Adige al momento dell'intesa tra Hitler e Mussolini è cosa di cui si è sempre parlato poco e che può essere capita fino in fondo solo attraverso le testimonianze dei protagonisti. «Scorrono lacrime a torrenti, le notti vengono passate insonni, abbattuti giriamo intorno, incerti dell'esecuzione di queste disposizioni...».”