Arcipelago Vadena

La Fabbrica del Tempo 2011

 

Intrapreso a partire dal 2008, il progetto denominato complessivamente Arcipelago Memoria ha indagato nel corso di più anni realtà decentrate medio-piccole dell’Alto Adige, come fossero isole di un arcipelago, ovvero tessere di un più vasto mosaico, rivelando una cultura del territorio molto più complessa e variegata di quanto a prima vista appaia. Si è così ancora più chiaramente evidenziato come la comunità italiana altoatesina si sia intrecciata e sviluppata, tra azioni ed interazioni, con quella sudtirolese su tutto il territorio, con diverse modalità, riconoscendo il patrimonio e le tradizioni locali, creandone di proprie, per contribuire alla formazione di storie e identità condivise.
Come comuni-pilota sono stati presi in esame, tenendo conto per ognuno delle diverse specificità. Lana e Vadena. Una parte del materiale archiviato è stata elaborata e pubblicata in una sezione apposita del sito de La Fabbrica del Tempo riservata agli iscritti, a creare una sorta di “deposito della memoria”, il Resto dell’Arcipelago.
L’attività di ricerca ha prediletto a Vadena la logica di focalizzare l’attenzione sul divenire della realtà del paese in tutte le sue interazioni, attraverso il recupero dei documenti e delle testimonianze di cui gli abitanti sono custodi. Si trattava in questo caso di un centro con caratteristiche diverse da Lana, interessata da un’analoga iniziativa, anche quanto a composizione dei gruppi linguistici e con un passato relativamente poco frequentato dalla ricerca.
Il nutrito gruppo di lavoro, composto da membri de La Fabbrica del Tempo e di abitanti del luogo, è stato coordinato da Fabrizio Miori e Tiziano Rosani, affiancati da Brunella Mottin, presidente del Centro Culturale Vadena. Fin dalle prime tappe il progetto è stato convintamente appoggiato dall’Amministrazione comunale.
Man mano che le ric
erche proseguivano, il coinvolgimento è stato ampliato sia ad ulteriori concittadini che ad abitanti del circondario. Si è raccolto così un ricco patrimonio storico che è anche un’opera di memoria collettiva. Ne è immersa un’immagine viva e articolata di un comune che si estende su una vasta area della Bassa Atesina. Il materiale documentale e fotografico è stato accuratamente schedato.
La mostra Al di là del ponte. Vadena: storia e immagini / Über die Brücke. Pfatten: Bilder und Geschichten, ideata da Paolo Seppi e inaugurata presso la Sala Polifunzionale del Municipio di Vadena il 25 novembre del 2011, è proseguita fino al 23 dicembre è stata realizzata in collaborazione con il Centro Culturale Vadena.
Anche in questo caso è stata prevista la pubblicazione di un volume, introdotto dai curatori, che raccoglie una scelta di fotografie suddivise secondo una serie di tematiche e i contributi di studiosi locali. Christoph von Hartungen e Alessandra Zendron hanno raccontato, badandosi sulle fonti dell’Archivio comunale del paese Vadena e la sua storia, testo in italiano e tedesco; Elena Taddei ha ripercorso l’evoluzione di un istituto locale in  Stadelhof: von der Erziehungsanstalt  zum Ergotherapie- und Rehabilitationszentrum; infine gli archeologi Alberto Alberti e Lorenzo Dal Rì si sono occupati del passato più lontano con La scoperta della necropoli di Vadena: storie di uomini e di reperti.
Mostra e libro testimoniano l’entusiastica e attiva partecipazione della popolazione di Vadena e il suo alto grado di coinvolgimento nel progetto.
La conferenza Arcipelago Memoria. Storie e immagini di culture in contatto, tenutasi il 19 maggio 2014 presso la Biblioteca Provinciale Claudia Augusta, con l’intervento di Alessandra Zendron – ha  ripercorso a qualche anno di distanza le indagini storiche condotte a Lana e Vadena a partire dal 2008 anche attraverso una rassegna esplicativa di immagini e filmati.