Sguardi sul Novecento

La Fabbrica del Tempo 2010

In occasione dei quindici anni dalla propria costituzione, La Fabbrica del Tempo ha dato alle stampe un volume che raccoglie ed esemplifica la sua intensa attività di recupero della memoria del XX secolo nel territorio: Sguardi sul Novecento – Blick(e) ins 20. Jahrhundert, riccamente corredato di fotografie selezionate da Fabrizio Miori e accompagnato, come nella tradizione del sodalizio, da una mostra presso il Teatro Cristallo a Bolzano e il Kurhaus di Merano svoltasi nei mesi di ottobre e novembre 2010.
Tra gli obiettivi, ampio spazio ha trovato la salvaguardia di brani di memoria storica, che fosse scritta od orale, industriale, agricola, architettonica o privata, che diversamente sarebbero stati destinati all'oblio. In tal modo La Fabbrica del Tempo ha potuto offrire nel tempo una serie di contributi concreti atti a comporre e integrare il mosaico ampio della storia sudtirolese/altoatesina.
Quello intrapreso è un percorso non sempre agevole, che si è alimentato di svariati progetti e ha coinvolto studiosi locali e non. Le sue tappe sono state via via presentate al pubblico riscontrando il vivo interesse e l’ampia partecipazione di persone di ogni gruppo linguistico. Lungo questa strada sono emersi punti d'osservazione sempre nuovi. Sguardi sul Novecento ha inteso riflettere su alcuni di essi, illustrando i principali temi cardine, rendendo di pubblica fruizione alcune porzioni del patrimonio fotografico man mano raccolto tramite ricerca mirata, prestiti o donazioni.
In “Con il sudore della fronte”: i mutamenti del lavoro Andrea Bonoldi ha ripreso un tema indagato dall’associazione fin dai suoi esordi, in primo luogo con i lavori dedicati allo stabilimento Lancia e alle centrali idroelettriche della Val Venosta. Ugualmente frequentata la tematica della memoria privata, a cui è stata data attenzione fin dagli esordi della Fabbrica del Tempo, qui affrontata da Ivan Dughera con il suo contributo Memoria privata – Persönliche Erinnerungen. Il Novecento – La memoria dei singoli e delle famiglie, la memoria privata.Ma nell’indagine storica lo sguardo deve essere ampio e non concentrarsi solo sulle comunità di riferimento, come ha ricordato Alessandra Zendron, parlando di Sguardi plurali – Pluralität der Blicke… qui e ovunque, da qualunque parte io mi volga / o qualunque lingua oda…, testo accompagnato da foto riferite al progetto sull’Alto Adige delle Opzioni e alla ricerca sul paese di Curon, sommerso dalle acque del bacino artificiale di Resia.
Delle difficoltà legate alla conservazione e salvaguardia dei ricordi ha scritto Hans Heiss nel testo Preservare la memoria – Bewahrung der Erinnerung. Vom Schwinden und Sichern der Gedächtnisse, accompagnato da immagini che ricordano l’impegno de La Fabbrica del Tempo per la tutela storico-artistica del cosiddetto Alumix.
Un argomento che percorre trasversalmente ogni aspetto affrontato nell’attività della Fabbrica è quello del ruolo delle donne nel “secolo breve”, tema di cui si è occupata Rosanna Pruccoli con Le donne – Die Frauen. Il Novecento secolo delle donne? Il materiale fotografico che lo accompagna è in larga parte inedito. Inediti anche i materiali iconografici illustrati nel contributo di Christoph Hartung von Hartungen, Un patrimonio inedito – Ein unveröffentlichtes Erbe. Erinnerungen bewahren und weitergeben, frutto di prestiti e donazioni. A chiudere il volume le riflessioni di Italo Ghirigato su La storia partecipata, che deve considerare anche aspetti meno palesi come il vissuto interiore e le sensibilità psicologiche, e di Umberto Tecchiati, Il ruolo dei corpi intermedi nella salvaguardia della memoria e del patrimonio culturale, ovvero l’importanza in particolare dell’associazionismo culturale e protezionistico nella salvaguardia del patrimonio storico.