Non abbiamo più caffè – Bolzano 1940-43. Una città in guerra
La Fabbrica del Tempo 2003
Una ricerca curata da La Fabbrica del Tempo ha ritrovato e rivalutato significative testimonianze sul periodo 1940-1943 nella città di Bolzano, arco di tempo solitamente meno trattato: Fabrizio Miori, Vincenzo Aragona e Monica Carmen, assieme a Giovanni Perez e Mario Rizza, hanno raccolto e messo in relazione documenti inediti della Prefettura, lettere di privati cittadini sottoposte a censura, disposizioni delle autorità e articoli di giornali capaci di tratteggiare un quadro inedito della città. In linea con precedenti lavori dell'associazione, la ricerca legge gli accadimenti storici dando spazio a documentazione inedita e valorizza una lettura non conformista della storia contemporanea. Accanto alla storia istituzionale, hanno trovato largo spazio la memoria popolare e la quotidianità di un tempo complesso. La ricerca, estesa anche all’Archivio Centrale di Stato di Roma e ad archivi tedeschi, ha permesso di arricchire di ulteriori connessioni la
documentazione rintracciata a livello locale, riuscendo talvolta a ricostruire intere corrispondenze. Grazie anche alla disponibilità e alla collaborazione di numerose istituzioni ma anche di tanti privati cittadini, la quantità del materiale raccolto è stata tale che si è infine scelto di articolare in due volumi la pubblicazione scaturita.Il titolo scelto per il volume, Non abbiamo più caffè, ripreso da una delle lettere ritrovate, ben esprime l’atmosfera che si viveva a Bolzano prima del settembre 1943: la guerra si rifletteva sulla città in qualche ristrettezza alimentare, la campagna d’Africa era filtrata attraverso le notizie ufficiali diffuse da giornali, radio e cinegiornali, anche se iniziavano a farsi largo crescenti dubbi riguardo all’esito vittorioso del
conflitto e una diffusa voglia di pace. Il lavoro si apre con un “diario immaginario” di un bolzanino scaturito dalla ricerca documentaria, che cerca di rendere appunto lo stato d’animo in quei tempi e la sua progressiva evoluzione, attraverso una più forte e puntuale immedesimazione dell’autore ma anche del lettore. Questo “diario” si chiude proprio con l’8 settembre del 1943, a cui seguiranno l’instaurarsi dell’occupazione nazista e l’inizio dei pesanti bombardamenti alleati. Negli ulteriori contributi sono stati approfonditi svariati aspetti della vita cittadina del tempo, senza trascurare nemmeno la voglia di normalità che si legge nell’offerta di spettacoli, mostre d’arte e divertimenti.
Alla pubblicazione si è affiancata una mostra storica, curata da Rosanna Bertotti e Ivan Dughera, che è stata ospitata presso la casa di riposo Villa Europa a Bolzano.